PTOF, Piano di Miglioramento, Bilancio Sociale, Rendicontazione Sociale

 

PTOF

La LEGGE 13 luglio 2015, n. 107  “Riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione e delega per il riordino delle disposizioni legislative vigenti”  ha dato una nuova formulazione al vecchio POF che dall’anno scolastico 2015/16 in poi, avrà una programmazione triennale.

Il Piano Triennale dell’Offerta Formativa è il documento fondamentale costitutivo dell’identità culturale e progettuale delle istituzioni scolastiche ed esplicita la progettazione curricolare, extracurricolare, educativa ed organizzativa che le singole scuole adottano nell’ambito della loro autonomia.

Ogni istituzione scolastica predispone, con la partecipazione di tutte le sue componenti, il Piano triennale dell’offerta formativa, rivedibile annualmente. Il Piano è coerente con gli obiettivi generali ed educativi dei diversi tipi e indirizzi di studi, determinati a livello nazionale, e riflette le esigenze del contesto culturale, sociale ed economico della realtà locale, tenendo conto della programmazione territoriale dell’offerta formativa.

Il Piano è stato elaborato dal collegio dei docenti sulla base degli indirizzi per le attività della scuola e delle scelte di gestione  e di amministrazione definiti dal dirigente scolastico con proprio atto di indirizzo.

Con la stesura del PTOF la nostra scuola vuole esplicitare il rapporto tra le sue componenti che va sotto il nome di “patto formativo”. Esso comporta da parte dei contraenti (studenti/docenti/genitori) un impegno di corresponsabilità finalizzato alla realizzazione dell’obiettivo comune di accrescere l’efficacia e la fruibilità dell’insegnamento, per un’armonica e proficua formazione e crescita dell’alunno.

Il rispetto di tale patto costituisce un punto importante per costruire un rapporto di fiducia reciproca che permetta di innalzare la qualità dell’Offerta formativa e guidare gli alunni al successo scolastico.

PTOF Triennale

PTOF-2019-22.pdf

Aggiornamento-PTOF-2019_2020-.pdf

PTOF_TAiello_2017-2018.doc

CURRICOLO-VERTICALE.pdf

 

 

 

PIANO DI MIGLIORAMENTO

Il Piano di Miglioramento qui presentato si colloca su una linea di stretta correlazione e coerenza con gli obiettivi generali del Piano Triennale dell’Offerta Formativa, essendone parte integrante e fondamentale. 
Il Piano di Miglioramento è lo strumento di progettazione strategica in cui si esplicita il percorso di miglioramento e di qualità che la scuola intende intraprendere, alla luce di quanto emerso dal RAV (PDF e PDD) e secondo gli orientamenti contenuti nei riferimenti normativi.
 
“Il miglioramento è un percorso di pianificazione e sviluppo di azioni che prende le mosse dalle priorità indicate nel RAV. Tale processo non va considerato in modo statico, ma in termini dinamici in quanto si basa sul coinvolgimento di tutta la comunità scolastica e fa leva sulle modalità organizzative, gestionali e didattiche messe in atto dalla scuola utilizzando tutti gli spazi di autonomia a disposizione” (Nota Miur n. 7904 del 01/09/2015).
 
La responsabilità della gestione del processo di miglioramento è affidata al dirigente scolastico, che si avvale delle indicazioni di un nucleo interno di valutazione costituito per la fase di autovalutazione (RAV) che, integrato in ragione dei nuovi compiti a cui ottemperare, costituisce il gruppo di lavoro per il PtOF e il PDM indicato nella sezione 4 del Piano di Miglioramento.  
 
Sulla base degli obiettivi strategici e delle scelte pedagogiche, progettuali e organizzative dell’Atto di Indirizzo, tenuto conto del contesto socio-economico e culturale in cui la scuola opera, esaminati i punti di forza (PDF) e le aree di miglioramento individuate nel RAV, il gruppo di lavoro sul PtOF ha definito i ‘fattori critici di successo’ della scuola (FCS), gli aspetti chiave che, se attuati, permettono il successo delle strategie e il conseguimento dei risultati di maggiore rilevanza; sono state poi individuate le piste di miglioramento, la cui priorità è stata valutata rispetto all’impatto e alla fattibilità, in termini di economicità di risorse sia umane sia finanziarie. In base ai criteri sopra indicati si è stabilito di finalizzare l’attuazione del miglioramento allo sviluppo e all’aggiornamento delle competenze professionali del personale docente ed educativo per la valorizzazione delle risorse umane e il miglioramento della didattica (azione 1), al potenziamento delle competenze di base  degli alunni per il miglioramento dei risultati nelle prove standardizzate (azione 2), al monitoraggio dei risultati a distanza e alla verifica dell’azione orientativa della scuola (azione 3), anche per la definizione di un efficace sistema di orientamento (cfr. Legge 107/2015 art. 1 comma 7), al miglioramento e alla condivisione delle procedure didattiche e valutative relative alla mobilità studentesca (azione 4).  Per ciascuna iniziativa sono stati pianificati gli obiettivi generali, gli indicatori, i risultati attesi, il piano temporale delle attività, le modalità di attuazione, di monitoraggio e di verifica, secondo le fasi del ciclo del miglioramento continuo, a cui la gestione del PdM si ispira (Plan, Do, Check, Act).
 
Il principio che informa il PdM e anche il concetto-chiave che ricorre in tutte le azioni (obiettivi di processo) che concorrono all’unitarietà dell’impianto progettuale del piano è lo ‘sviluppo di competenze’ finalizzato al miglioramento. Questo principio rende le azioni coerenti, integrate e complementari e si realizza, pur nella specificità delle diverse azioni, attraverso una comune e condivisa metodologia di lavoro per competenze a tutti i livelli:
 
- con i docenti, che sono stimolati ad arricchire la propria professionalità attraverso iniziative di formazione finalizzate all’aggiornamento delle competenze didattiche, valutative, metodologiche, psicopedagogiche e, in generale, al miglioramento della qualità del processo di insegnamento-apprendimento;
- con gli alunni, che sono coinvolti in attività didattiche finalizzate allo sviluppo e al potenziamento di alcune competenze chiave.
 
Gli elementi di forza delle azioni di miglioramento sono la valorizzazione delle buone pratiche e delle competenze professionali già presenti nella scuola dalla primaria alla secondaria di II grado, la sensibilizzazione di tutto il personale alle tematiche pedagogiche e didattiche innovative.
 
Per la stesura del Piano è stato utilizzato il modello proposto dall’INDIRE con alcune integrazioni e modifiche per adeguarlo alla specificità dell’impianto progettuale del PdM.  
 
Il PdM viene integrato nella pianificazione complessiva della scuola e inserito nel PTOF, come prescrive la normativa di riferimento (Legge 107/2015 art. 1, comma 14). 

 

 

BILANCIO SOCIALE

La Direttiva del Ministro della Funzione Pubblica sulla rendicontazione sociale nelle amministrazioni pubbliche del 17 febbraio 2006 ha introdotto l’utilizzo del Bilancio Sociale anche in ambito scolastico. Peraltro, la nota del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca n. 3214 del 22.11.2012 ha trasmesso le Linee di indirizzo “Partecipazione dei genitori e corresponsabilità educativa”, redatte sulla base dei suggerimenti e delle indicazioni del FONAGS (Forum Nazionale delle Associazioni dei Genitori della Scuola).

Il Bilancio sociale si connota, per l'Istituto Comprensivo Statale "TOMMASO AIELLO" di Bagheria (PA), quale efficace azione strumentale volta a realizzare una condivisa corresponsabilità educativa tra la scuola e il suo contesto territoriale, al fine di consentire un efficiente ed immediato processo di accountability (in sintesi “render conto”) verso gli stakeholders (in sintesi “portatori di interesse”), ivi compresi i genitori. Il Bilancio Sociale diventa, pertanto, uno strategico strumento di collaborazione, cooperazione e piena partecipazione delle famiglie alla vita scolastica, in modo da creare una progettazione educativa “partecipata”:

Il Bilancio sociale può essere definito come un processo volontario attraverso il quale un’organizzazione, pubblica o privata, profit e non profit, valuta e comunica agli stakeholder, comportamenti, risultati e impatti delle proprie scelte e del proprio agire in rapporto alla missione ed ai valori etici posti a fondamento dell’attività istituzionale” (ANGELO PALETTA, Milano 2008)

Uno strumento per comunicare a livello pubblico le performance di un’organizzazione è rappresentato, pertanto, dal Bilancio Sociale, strumento volontario di rendicontazione e di comunicazione “globale” della gestione verso tutti i portatori di interesse. Nelle Indicazioni Nazionali 2012 per il curricolo della scuola dell'infanzia e del primo ciclo d'istruzione viene ribadita l’importanza della rendicontazione sociale:

Alle singole istituzioni scolastiche spetta, inoltre, la responsabilità dell'autovalutazione, che ha la funzione di introdurre modalità riflessive sull'intera organizzazione dell'offerta educativa e didattica della scuola, per svilupparne l'efficacia, anche attraverso dati di rendicontazione sociale o emergenti da valutazioni esterne. Per l'istituzione scolastica, le pratiche dell'autovalutazione, della valutazione esterna, della rendicontazione sociale, sono volte al miglioramento continuo della qualità educativa.”

Il Bilancio Sociale rappresenta, pertanto, uno strumento o report attraverso il quale si rendiconta e si racconta la propria organizzazione. Il processo di rendicontazione sociale come metodo prende in considerazione anche l’etica. Il risultato dell’interazione tra strumento e il processo finalizzati alle esigenze informative degli stakeholders si finalizza nell’accountability delle scelte effettuate, azioni intraprese, risultati ottenuti (output) ed effetti prodotti (outcome). Il Bilancio Sociale rappresenta la conclusione di un percorso tra gli obiettivi del PTOF e la “social accountability”, poiché illustra e rendiconta l’efficacia esterna dei progetti realizzati e la loro coerenza con gli obiettivi programmati in fase di pianificazione. La finalità del Bilancio Sociale nella scuola si finalizza quale atto volontario di responsabilità sociale della scuola nei confronti dei propri stakeholders in riferimento ai  risultati raggiunti dalla scuola sotto il profilo educativo, economico e sociale rispetto alla missione istituzionale e agli obiettivi strategici dichiarati.

 

RENDICONTAZIONE SOCIALE

Nell’ambito dei processi di modernizzazione delle amministrazioni pubbliche, sulla scorta dei principi introdotti dalla legge 7.8.1990, n. 241, le amministrazioni hanno cominciato ad utilizzare varie tecniche di rendicontazione sociale. La Direttiva del Ministro della Funzione Pubblica del 17 Febbraio 2006 ha chiarito che la rendicontazione sociale delle amministrazioni pubbliche ha lo scopo di fornire risposte ai bisogni comunicativi dei diversi interlocutori, siano essi singoli cittadini, famiglie, imprese, associazioni.
 
Gli strumenti di attuazione della rendicontazione sociale sono molteplici, ma tra essi il bilancio sociale pubblico può essere considerato il principale. Il bilancio sociale è definibile, pertanto, come il documento, da realizzare con cadenza periodica, nel quale l’amministrazione riferisce, a beneficio di tutti i suoi interlocutori privati e pubblici, le scelte operate, le attività svolte e i servizi resi, dando conto delle risorse a tal fine utilizzate, descrivendo i suoi processi decisionali ed operativi.
 
La Rendicontazione sociale rappresenta la fase conclusiva del ciclo di valutazione delle istituzioni scolastiche, così come riportato nel D.P.R. 28 marzo 2013, n. 80, all’articolo 6: “pubblicazione, diffusione dei risultati raggiunti, attraverso indicatori e dati comparabili, sia in una dimensione di trasparenza sia in una dimensione di condivisione e promozione al miglioramento del servizio con la comunità di appartenenza”. Tramite la Rendicontazione sociale tutte le scuole danno conto dei risultati raggiunti con particolare attenzione alle priorità e ai traguardi individuati nel Rapporto di autovalutazione.
 
Con la RENDICONTAZIONE SOCIALE si conclude la procedura di valutazione che le scuole hanno realizzato attraverso i Rapporti di Autovalutazione (RAV) ed i conseguenti Piani di Miglioramento (PdM). La scuola rende, pertanto, conto di quanto raggiunto, dei processi attivati e dei risultati perseguiti, in ordine al raggiungimento delle “Priorità” e dei “Traguardi” fissati nell’ambito della procedura di cui al DPR n. 80/2013. Si comunica, quindi, come gli esiti di alunni e studenti sono migliorati, sulla scorta delle priorità che aveva fissato nell’ultima sezione del RAV.
 
Nel processo di rendicontazione è opportuno che il Dirigente e il Nucleo interno di valutazione si adoperino per favorire e sostenere il coinvolgimento diretto di tutta la comunità scolastica, incoraggiando la riflessione interna e promuovendo momenti di incontro e di condivisione delle finalità e delle modalità operative dell’intero processo.